SVEZZAMENTO - AUTOSVEZZAMENTO

Arriva il momento di svezzare il mio bambino, adesso cosa faccio ? Seguo lo svezzamento pediatrico? i consigli di nonna e zia ? o sono per l’autosvezzamento?.  Essendo ogni bimbo diverso, cosi le mamme, la decisione deve essere presa con la più totale libertà e sicurezza. L’autosvezzamento o anche alimentazione complementare a richiesta, è un “nuovo” modo di approccio, se cosi lo vogliamo definire, perché sessant’anni fa, ed oltre, sicuro non ci si ponevano i problemi di oggi e non si aveva necessariamente la dipendenza dal pediatra per l'alimentazione. Il cibo era poco e cosi i soldi  ma si cresceva uguale anche senza il Bimby. L'autosvezzamento non è detto che sia consono per tutti, è necessaria, pertanto, la valutazione con il pediatra per casi particolari (bambini nati prima del termine, bambini di basso peso alla nascita, bambini con patologie di base). Ci sono delle linee guida in questo approccio, non è vero il detto che si propaga “DAGLI TUTTO SENZA PAURA, CON QUESTO METODO NON DEVI FARE MILLE PADELLE, MANGIA TUTTO QUELLO CHE MANGI TU” . Diffidate da chi vi dice questo, il mondo è fatto da regole e senza queste regnerebbe il caos. Io personalmente grazie ai corsi di Nutrizione Pediatrica fisio- patologica, seguo diversi bambini ed aiuto le mamme a fare dei piani nutrizionali adatti agli stessi ma anche alle esigenze della famiglia. Una delle prime regole è di non proporre cibi solidi prima dei quattro mesi e non ritardare lo svezzamento dopo i sei mesi. Il bambino deve essere pronto: stare in posizione seduta da solo, non avere più il riflesso di estrusione della lingua ed essere curioso di ciò che gli si propone. Deve essere sempre sorvegliato mentre mangia e deve regnare un clima piacevole a tavola. L’alimentazione della famiglia deve essere modificata in modo che sia adatta anche ad un lattante, evitando cibi preconfezionati, fritti, oleosi, dolci o troppo salati e speziati, alimenti complessi esempio le lasagne. Non ci si può aspettare che l’alimentazione del lattante sia bilanciata ad ogni pasto ma bisogna stare attenti che lo sia nel complesso della giornata pertanto offrire sempre una buona varietà di cibi contenenti i nutrienti principali (carboidrati, proteine, grassi, verdure e frutta) diversificando l’offerta nel tempo. Offrire ogni giorno un alimento ricco di ferro, uno ricco di calcio ed un alimento energetico, ricordando che la frutta e e le verdure non hanno calorie. Non offrire cibi ad alto rischio per soffocamento, ad esempio: verdure crude (es. carota, foglie di insalata, sedano,finocchio), mela cruda ,cornflakes, riso soffiato,frutta secca (es. nocciole, arachidi),frutta/verdura di piccole dimensioni intera (es. pomodorini, uva, mirtilli, piselli, mais…) e caramelle. In generale ci sono altre regole da seguire, da alimenti che può consumare solo ed altri che necessitano di un' assistenza. Il cibo dei genitori può essere tritato e sminuzzato ed offerto con la forchetta oppure si può lasciare che il bambino prenda il cibo con le mani, in questo caso meglio che i pezzi siano della dimensione della mano del bambino. Non forzare il bimbo a mangiare, rimanere calmi anche davanti al rifiuto. Se temete di non dare sufficiente cibo, di valutare di rivolgersi al nutrizionista specializzato in nutrizione pediatrica. Lista di cibi da evitare prima dei 12 mesi: miele,latte vaccino,albume,thé, caffé, tisane (solo finocchietto) e frutta esotica. Per il resto non ci sono cibi vietati e non è necessario seguire schemi d'introduzione particolari. Se il bambino non cresce in peso e comunque se il bambino all’età di 9 mesi non fa almeno un pasto completo è necessaria valutazione clinica e dell’alimentazione.